Il camino è considerato da molti una sorta di simbolo dell’Italia contadina. Una volta, infatti, il suo utilizzo era confinato nelle campagne, supplendo la mancanza degli impianti di riscaldamento e fornendo il calore necessario nelle fredde giornate invernali.
Nel corso degli ultimi anni, però, c’è stato un vero e proprio revival, che ha stavolta interessato le città, ove in molti appartamenti sono iniziati a comparire gli strumenti che consentono l’utilizzo di biomasse, come la legna e il pellet. Chi ha potuto farlo, quindi, ha rispolverato il camino, visto anche come il modo migliore per reagire all’aumento del prezzo del combustibile per il riscaldamento a metano o gpl. Oltre alle motivazioni di carattere economico, a spingere l’utilizzo del camino sono state anche le suggestioni che esso riesce a creare aumentando il comfort abitativo e il favore che caratterizza la cottura alla brace di alcuni alimenti.
Va però ricordato che proprio le emissioni da biomasse contribuiscono non poco ad aumentare i livelli di inquinamento atmosferico, rappresentando il 40% circa del particolato fatto registrare dagli strumenti di rilevazione. Si tratta peraltro di residui di un processo, la combustione, che è gravemente dannoso per la nostra salute. Proprio per questo, la normativa esistente sanziona l’accensione di caminetti o la vieta del tutto. In Lombardia, ad esempio, una operazione di questo genere comporta una multa che può andare da 500 a 5mila euro.
Che la combustione della legna sia pericolosa, è peraltro confermato dal fatto che Paesi come il Brasile e la Gran Bretagna la vietino del tutto, impedendo ad esempio che i ristoranti possano cuocere in tal modo la pizza. Una cosa che non avviene in Italia, ove la cottura a legna della pizza è una consuetudine di vecchia data che nessuno prova a limitare. E’ del resto lo stesso CNR a segnalare come proprio la combustione di biomasse possa far schizzare verso l’alto la percentuale delle polveri sottili in presenza di nebbia o umidità. Un tema che però non sembra destinato ad entrare nell’agenda politica.

L’aspiracenere: di cosa si tratta?

L’utilizzo del camino e i processi di combustione che avvengono al suo interno, peraltro, comporta la dispersione dei residui negli ambienti trattati, tale da ingenerare alla lunga una sensazione di sporco. Per poterli rimuovere non basta il bidone aspiratutto, che non è abilitato a trattarli a causa della presenza di parti plastiche che potrebbero essere incendiate da ritorni di fiamma sempre possibili. Occorre invece rivolgersi al bidone aspiracenere, appositamente costruito per poterlo fare senza correre rischi. Chi abbia intenzione di conoscere più da vicino questo dispositivo può senz’altro approfittare della presenza di numerosi siti, ove è anche possibile reperire prodotti di buon livello a prezzi molto convenienti.